Tre incontri dedicati alla letteratura, alla traduzione e al dialogo tra culture hanno celebrato la straordinaria ricchezza creativa della lingua italiana, confermando il vivo interesse del pubblico francese per la nostra lingua e la nostra cultura.
Si è conclusa con un grande successo di pubblico la XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, celebrata a Lione dal 21 al 23 ottobre 2026 con tre appuntamenti promossi dall’Istituto Italiano di Cultura e dedicati al tema di quest’anno, «Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano».
Tre incontri diversi ma strettamente connessi, che hanno raccontato la lingua italiana nella sua straordinaria ricchezza, nella sua intima mobilità e nella sua capacità di attraversare frontiere geografiche, culturali e linguistiche. Un percorso che ha messo in luce l’italiano non soltanto come custode di un patrimonio letterario e culturale, ma come lingua viva, creativa, in continua trasformazione, capace di reinventarsi attraverso l’incontro con altre lingue e altre esperienze.
Ad aprire la Settimana, il 21 ottobre, è stato l’incontro con lo scrittore italo-svizzero Joseph Incardona, organizzato in stretta collaborazione con il Consolato Generale di Svizzera a Lione e Présence Suisse. Attraverso il racconto del proprio percorso umano e letterario, tra Italia, Svizzera e Francia, Incardona ha offerto una riflessione sulla pluralità delle appartenenze culturali e sulla ricchezza che nasce dal confronto tra lingue e identità diverse. Una serata che ha rappresentato anche una preziosa occasione di collaborazione istituzionale con la rappresentanza diplomatica svizzera a Lione.
Il 22 ottobre, la tavola rotonda «Dal francese all’italiano: la traduzione come ri-creazione» ha riunito tre importanti protagonisti della traduzione letteraria: Ornella Tajani, Giuseppe Girimonti Greco e Federica Di Lella. Attraverso le loro esperienze, il pubblico è stato accompagnato nel laboratorio del traduttore, alla scoperta della traduzione come autentico esercizio di invenzione linguistica. Un dialogo che ha mostrato come il passaggio da una lingua all’altra non sia mai una semplice trasposizione, ma un processo creativo, capace di rinnovare dall’interno le possibilità espressive dell’italiano.
A concludere la manifestazione, il 23 ottobre, è stata la presentazione presso la libreria L’Œil Cacodylate della nuova traduzione francese di Lessico famigliare di Natalia Ginzburg, pubblicata da Grasset nel 2026 con il titolo Lexique familial. Alla presenza della traduttrice Nathalie Bauer, insieme ai critici letterari Domenico Scarpa e Paolo Grossi, l’incontro ha celebrato il ritorno al pubblico francese di un’opera fondamentale della letteratura italiana del Novecento.
Una conclusione particolarmente significativa: pochi romanzi raccontano come Lessico famigliare il destino della lingua, la sua capacità di custodire la memoria e di dare forma all’identità individuale e collettiva. Attraverso lo sguardo di una grande scrittrice, le parole della vita familiare diventano testimonianza di vicende personali e storiche, intrecciandosi ai grandi avvenimenti del Novecento. La nuova traduzione francese ha offerto così un’occasione preziosa per riflettere sulla capacità della letteratura di attraversare epoche, lingue e frontiere.
Il successo dei tre appuntamenti conferma la grande curiosità e attenzione del pubblico francese verso la lingua e la cultura italiane, ma anche l’importanza delle collaborazioni con le istituzioni culturali, diplomatiche ed editoriali del territorio.
Dalla pluralità linguistica raccontata da Joseph Incardona alla traduzione come atto creativo, fino alla lingua intima e familiare di Natalia Ginzburg, la Settimana ha restituito il ritratto di un italiano capace di abitare mondi diversi, di accogliere nuove voci e di superare ogni frontiera.